Ott 13, 2018 - Senza categoria    No Comments

M.I.L.F.O. parte5

CAPITOLO #5

Michela : “Scusi ma se non è poi tanto intelligente come può essere un pericolo?”.

Il Capo : “Mia cara Michela a volte l’intelligenza viene sopravvalutata, è abbastanza scemo

da poter fare più danni della grandine soltanto aggrottando un sopracciglio e poi non è lui

che commette gli efferati gesti di cui si macchia la sua organizzazione. Con lui ha sempre

uno sgherro, il suo fidato braccio sinistro …”.

Michela : “Dottor capo si dice braccio destro, il collaboratore più stretto viene normalmente

denominato braccio destro!!”.

Il Capo : “Signorina Michela se mi lascia finire … BJ il braccio destro lo usa per altri scopi

molto meno nobili”.

Paolo : “Intende dire …”.

Il Capo : “Proprio così Paolo, BJ ha una malattia cronica la frequentis negatio

comunemente detta <TANTO NO TE LA DAGO, Xè INUTILE CHE TI TACHI DISCORSO,

SIMIA DE MARE VAI FUORA DAI COIONI>.

Jessica : “E’ come il morbo di Parking!”.

Daniele : “Jessica il morbo di Parking è quello che ti fa girare in macchina fino a quando non

trovi parcheggio, ti confondi con il Parkinson”.

Jessica : “Sarà ma certa gente secondo me si fa di Crick!”.

Daniele : “Non di Crick casomai di Crack. Chi si fa di Crick si colpisce in testa con il Crick

finchè non vede i Mini Pony che violentano gli orsetti del cuore”.

Jessica : “Com’è che sai tante cose di medicina?, l’hai studiata all’università?”.

Daniele : “Ma quale università, ho visto tutte le puntate di un programma scientifico ma

non mi ricordo il nome”.

Michela : “Medicina trenta tre? Più sani più belli? Check up?”.

Daniele : “Centrava una casa mi pare”.

Michela : “Non sarà mica il Dr House?”.

Daniele : “Ma valà, ti sembro per caso … Uma Thurman?”.

Il Capo : “Signor Daniele non capisco cosa centri in tutto questo divagare l’attrice Uma

Thurman e francamente non mi interessa nemmeno più di tanto. Possiamo andare avanti

è tardi e di cose da vedere e da fare ce ne sono ancora tante”.

Daniele : “Mi scusi dottor il capo”.

Il Capo : “Basto solo capo”.

Daniele : “Ok, mi scusi solo capo”.

Il Capo : “Credo che da lei questo sia il massimo che si può ottenere quindi grazie.

Ritornando a noi … ah si, BJ ha in mente un piano tanto geniale quanto perverso.

Attraverso degli omicidi, dei “suicidi assistiti”, dei rapimenti e vari reati vuole fare suo il

potere della dea protettrice della zona Veneto-Ferrarese”.

Jessica : “Intende una figura allegorico-leggendaria che rappresenta le due zone”.

Il capo si avvicinò all’enorme libreria sita sulla parete destra della sala, prelevò un grosso

libro con la copertina di pelle nera e lo aprì sulla scrivania rivolgendo verso i quattro

ragazzi la foto della dea protettrice di quei luoghi in costume da bagno.

Jessica : “Adesso non mi verrà a dire che esiste davvero, è impossibile. E poi mi scusi ma

quale dea si fa fotografare in costume da bagno, non sia ridicolo”.

Il Capo : “Mia cara Jessica la dea è reale e da secoli protegge le due zone. La leggenda

narra che in principio esistevano tre dee figlie dalla dea madre Prospera Pettoruta:

NAFFITY, NYFFATI e FANAFTY. Un giorno NYFFATI E FANAFTY si ribellarono al loro

ruolo di protettrici ed iniziarono a stringere rapporti più o meno consoni con gli abitanti

delle zone. Per la dea madre la cosa era inaccettabile, instaurare rapporti carnali con dei

mortali, quindi grazie al suo enorme potere catturò con l’inganno le figlie ribelli e le pose

sul petto della dea rimasta fedele ai suoi doveri. Così facendo la dea NAFFITY portava sul

suo petto il potere delle due sorelle oltre che il suo”.

Daniele : “Paolo guarda che zone, voglio essere la terza zona da proteggere”.

Paolo : “A me basterebbe fare il custode delle zone, anche solo un pic-nic …”.

Michela : “Siete malati”.

“Effettivamente è difficile non fissarsi su certe zone, mi scusi capo ma la dea protegge

anche le colline e i meloni, perchè se non così la candidiamo subito” Enfatizzò Daniele

con il benestare di Paolo che nel frattempo si stava infoiando come un ergastolano alla

prima visita coniugale dopo vent’anni.

Il Capo : “Daniele si calmi e anche lei Paolo stia tranquillo, ha tutti i peli dritti anche quelli

della coda per non parlare dei baffi. Signori un po di contegno!”.

Infatti davanti a quella foto Paolo si era trasformato in nutria.

L’imbarazzo di Paolo era palese e venne rafforzato quando tutti si accorsero che Tatù gli si

era attaccato ad una gamba.

Michela : “Ma è in calore?”.

Il Capo :“No … non credo … di solito fa così con il postino”.

Daniele : “Hey vecchio roditore da pelliccia, non è che hai un pacco espresso da

consegnare?”.

“Non ci trovo nulla da ridere” rispose il topo elettrostatico.

Il Capo : “Qui si continua a perdere tempo e la cosa è incredibile visto che di tempo non ce

ne!!!!!”.

Daniele : “Ha ragione capo … tornando a noi, la dea in questione ha un nome o una mail o

meglio un numero di cellulare … anche a pagamento va bene tanto poi con Paolo

dividiamo”.

“Giustissimo!!!!” Paolo tornato uomo e staccatosi dalla gamba il nano non ci pensò due

volte.

Il Capo : “La dea è conosciuta con il nome di NAFFITY. Dea dell’abbondanza, della natura

e dello sbocciare”.

Michela : “Effettivamente in lei è sbocciata un’abbondanza naturale”.

Jessica : “Dove si trova?”.

Il Capo : “Lei è ovunque. E’ sempre vicino ai figli delle sue terre”.

“E che terre Mmmmmmmm!!!!!” pensò tra se e se l’intero universo maschile.

Michela : “Come intenderebbe BJ far suo il potere della dea?”.

Il Capo : “Come avrete ben capito a vostre spese esistono delle persone speciali, BJ è

venuto a conoscenza di alcune persone che grazie a particolari poteri mentali possono, se

utilizzati nel modo corretto, rubare i poteri alla dea ed ucciderla”.

Daniele : “Questo non accadrà mai, noi non lo permetteremo, non posso diventare un

necrofilo”.

Paolo : “Daniele sono con te, la necrofilia non è tanto igienica!”.

Il Capo : “Mi piace il vostro entusiasmo ragazzi, BJ oltre ai poteri di particolari persone

necessita di uno strumento, la sacra verga del potere”.

Michela : “E cosa sarebbe?”.

Il Capo : “E’ un bastone ricavato dall’albero sacro che, secondo la profezia, fu portato a

Scardovari dalla Croazia dai sacri druidi dell’ordine mistico Solanum Tuberosum. La

fantomatica verga ha sulla sua estremità due mani intente a sollevare il leggendario frutto

della vita, il Pectus Vitae che è custodito nei sotterranei della cattedrale del duomo di

Chioggia dal custode senza tempo, il venerabile abate Sanavia”.

Daniele : “Si va a casa mia quindi, ci sarà un pò da ballare ma se seguirete i miei consigli

tutto dovrebbe filare liscio”.

Jessica : “Che centriamo noi? Cosa dovremmo fare?”.

Il Capo : “Voi dovrete preservare il sacro potere della dea dagli intenti malvagi di BJ e della

sua orda di dannati”.

Jessica : “Se ci dice anche come, siamo a cavallo”.

Il Capo : “Per prima cosa dovrete recarvi alla cattedrale di Chioggia per farvi consegnare

dal venerabile abate Sanavia il il Pectus Vitae. In secondo luogo dovrete iniziare la ricerca

della sacra verga del potere ed infine scovare BJ ed annientarlo. Tutto chiaro?”.

Daniele : “Le serve altro? No dico ma per chi ci ha preso? Si rende conto che fino a poche

ore fa la mia sola preoccupazione nella vita era quella di far raccogliere alla mia segretaria

gli oggetti che facevo cadere apposta solo per guardarle il culo e ora lei mi parla di verghe

di frutti di abati. E poi guardi i miei cosiddetti compagni d’avventura … si rende conto che

sembriamo i muppet. La spendacciona, la rompiballe ed il castorino da pelliccia”.

Il Capo : “Mi creda Daniele siete più che adatti. E’ giunto il momento di presentarvi i vostri

collaboratori all’interno della struttura, scendiamo nel laboratorio centrale”.

 

Ott 8, 2018 - Senza categoria    No Comments

M.I.L.F.O. parte4

CAPITOLO #4

Ognuno dei ragazzi aveva capito a cosa si riferiva il capo, quei super poteri usati a fin di

bene potevano aiutare tanta gente ma se usati per scopi malvagi avrebbero potuto creare

più danni di quanti se ne potrebbero mai immaginare.

Ormai mancava solo un’ora alla cena ed ognuno dei quattro cercava di smorzare la

tensione a modo suo.

Chi come Michela correggeva il Mein Kampf cercando di togliere le debolezze cioè quelle

parti che inducono il libero arbitrio a prevalere sulla dittatura dura ma giusta che porta un

solo pensiero e sbagliare meno rispetto a tanti pens … forse esagero, stava guardando un

documentario che parlava di persone deformi di colore, i Barbapapà.

Chi invece come Jessica cercava ristoro nella lettura che si tratti del nuovo catalogo Bulgari

o di quello Louis Vuitton fatto sta che sul diamante da sei mila euro della nuova linea

Bulgari Millionaire la schiena di Paolo fu percorsa  da un brivido e da una

sensazione di vuoto … al portafoglio e senza capire il perchè.

Nella sua stanza Daniele cercava di allentare la tensione di quei momenti attraverso un

buon sonno ristoratore ma gli incubi tormentavano il suo riposo.

D’un tratto avvolto da sudori freddi si svegliò urlando “Pallinooooooooooo!!!”.

Paolo a differenza degli altri cercò di rilassarsi attraverso un bel bagno.

Riempì la vasca d’acqua, miscelò sapientemente i vari sali da bagno a sua disposizione e

nel momento di immergersi si sentì osservato, si guardò attorno ma no c’era nessuno con

lui.

“Mi sarò sbagliato, ho proprio bisogno di un bel bagno” pensò tra se e se.

Ma proprio mentre stava per togliersi l’accappatoio senti un sussurro.

Tatù : “Bravo, fallo lentamente”.

Paolo : “Chi c’è?, chi mi sta spiando?”.

Tatù : “Nessuno”.

Paolo : “Ti ho riconosciuto sei il nano pervertito, Tatùùùùùùùùùùù!!!!!!!”.

Piccoli passi si sentirono al di la della parete e poi più nulla.

Alle otto precise i ragazzi si recarono nel salone delle cene dove li sta aspettando il capo

per una sontuosa cena ma soprattutto per una proposta che incuriosiva un po tutti.

Il Capo : “Benvenuti e grazie per la puntualità”.

Daniele : “Grazie a lei per l’ospitalità”.

Il Capo : “Spero che le stanze sia state di vostro gradimento, abbiamo cercato di fare il

possibile”.

Jessica : “Era tutto perfetto fin troppo perfetto …”.

Michela : “Infatti come vi siete permessi di spiarci?!?”.

Il Capo : “Signorina Michela non si inalberi, abbiamo dovuto farlo per il vostro bene”.

Jessica : “Ah, per il nostro bene? Questa la scusa più vecchia del mondo”.

Il Capo : “Anche lei signorina Jessica stia calma, tra poco avrete le risposte a tutte le vostre

domande”.

Paolo : “Se mi posso permettere …”.

Il Capo :“Anche lei signor Paolo ha qualche lamentela?”.

Paolo : “Si, tenga lontano da me Tatù!”.

Il Capo : “Le ha procurato fastidio? Lo frusterò!”.

Paolo : “Ho il timore che potrebbe piacergli!”.

Il Capo : “Signori vi prego calmiamoci tutti e gustiamoci la cena”.

La cena durò più di quanto si potesse pensare, quattro pietanze per ogni portata.

Paolo, Jessica e Daniele arrivarono fino al quarto secondo poi in fase di scoppio declinarono

il dessert che però con Michela non ebbe scampo.

La cena terminò con il senso di colpa di Michela usato come intrattenimento per l’immediato

dopo cena.

Il Capo : “E’ giunto il momento miei cari amici, dobbiamo parlare di affari.”

Jessica : “Proprio ora, abbiamo appena finito di mangiare”.

Il Capo : “Temo proprio di si, signori spostiamoci nella sale delle riunioni li potremo parlare

del futuro in santa pace”.

Paolo : “Il futuro di chi?”.

Daniele : “Mi sa il nostro”.

Il Capo : “Intendevo il futuro di tutti”.

I quattro ragazzi preceduti dal capo e dal nano pervertito si recarono nella sala delle

riunioni.

Il Capo : “Sarò breve, nessun riferimento a te Tatù, voglio creare una equipe di persone

speciali che grazie alle più sofisticatissime tecnologie a nostra disposizione possano

combattere e sconfiggere il più grande nemico che la zona Veneto-Ferrarese abbia mai

visto … il terribile BJ …”.

Daniele : “Il terribile Blow Job? Oh cazzo!!!”.

Il Capo : “Ma quale Blow Job, che cosa dice!”.

Paolo : “BJ non sarà mica Bond James?”.

Il Capo : “BJ ovvero Beauty Jimmy!”.

Jessica : “Il Dr. Beauty Jimmy?”.

Il Capo : “Dottore quello? Ah! mi sono sempre chiesto se abbia mai finito le elementari”.

La stanza venne avvolta dal silenzio poi Michela si decise a parlare.

Ott 8, 2018 - Senza categoria    No Comments

M.I.L.F.O. parte3

CAPITOLO #3

Il Capo : “E’ da anni che vi studio, vi seguo in ogni vostro passo, in ogni vostra sconfitta o

vittoria e soprattutto ho seguito l’evoluzione dei vostri poteri”.

Jessica : “Quali poteri?”.

Il Capo : “Ognuno di voi sa perfettamente di cosa sto parlando ed è inutile che faccia finta

di nulla”.

I ragazzi si guardarono l’uno con l’altro con occhi increduli mentre Tatù guardò Paolo con

occhi da cerbiatto.

Tatù : “Paolo non vedo l’ora di vedere il tuo super potere”.

Paolo si allontanò dal nanetto avvicinandosi a Jessica che subito lo apostrofò.

Jessica : “Allontanati Stalkerrrrrrrrrr!!!”.

Il Capo : “Basta! È ora di mettere le carte in tavola e forse di conoscervi un po meglio …”.

In quel preciso istante le mani di Daniele si stavano fiondando sulle tette di Michela.

Il Capo : “… conoscervi in senso figurato!”.

Daniele : “Avevo capito, volevo vedere se stava attento … CAPO!”.

Il Capo : “Adesso verrete accompagnati nei vostri appartamenti, appena vi sarete sistemati

vi invito a visionare il video presente nel notebook. Alle venti vi aspetto per la cena nel

salone centrale naturalmente risponderò ad ogni vostra domanda, sono sicuro che non

mancheranno”.

Michela : “Abbiamo per caso scelta?”.

“Mia cara signorina Michela mi rammarico ma credo proprio di no, comunque non si

preoccupi perchè a lei ed ai suoi nuovi amici verrà data la possibilità di scegliere durante

la cena. Potrete accettare la proposta che vi farò oppure tornare alle vostre vite normali

senza alcuna conseguenza, vi chiedo solo un paio d’ore della vostra vita. Che ne dite?”.

I quattro si guardarono e annuirono mentre Tatù cercava furtivo la mano di Paolo che

prontamente lo colpì lasciandolo privo di sensi a terra.

I ragazzi furono portati ognuno nella propria stanza all’interno del settore LIVING ROOM al

piano -2.

Ogni stanza era fornita di ogni comfort ed era in tema con le caratteristiche ed i gusti del

proprio abitante, da questo si intuiva la ricerca capillare fatta negli anni attorno ai ragazzi.

In ordine numerico la prima stanza era la 001 cioè la stanza di Paolo.

Il tema della suddetta stanza era la musica, ed in particolare l’audio editing. Infatti oltre che

microfoni professionali e strumenti di ogni tipo c’era il nuovissimo studio di registrazione

mobile Luciano 3000.

Dopo una mezz’ora di contemplazione a Paolo tornò in mente la questione del dvd. Si

sedette davanti al notebook già acceso e iniziò la visione di quel misterioso video.

Quello che vide sullo schermo lasciò Paolo di stucco, era la sua vita ed in particolare i suoi

otto anni. A quel punto qualcosa nella sua mente iniziò a smuoversi, aiutato da quei

frammenti di vita passata iniziò a ricordare.

Si tirò su la manica della camicia e sfiorò la cicatrice che portava sul braccio poi, nel video,

una ripresa rubata in notturna lo gelò.

C’era lui seduto sul ciglio del fosso intento a gettare sassi in un tubo, all’improvviso una

gang di nutrie vestite di bianco con le bombette nere in testa lo accerchiano ed iniziano a

prenderlo a calci al suono di Singin’ in the rain, in puro stile Arancia Meccanica. Al primo

accenno di reazione il capo della gang delle nutrie lo morse sul braccio.

Il filmato seguente mostrava Paolo al pronto soccorso visitato dai medici, tutto d’un tratto

tra contorsioni, spasmi e smorfie al piccolo Paolo iniziarono a crescere peli su tutto il corpo

seguiti da lunghi baffi e da una coda da roditore. Era una nutria mannara, ecco quale era il

suo super potere.

La stanza 002 era quella di Daniele, molto simile a quella di Paolo fatta eccezione per una

cosa, in quella stanza tutto trasudava Nirvana e Kurt Cobain.

C’era tutto, anche le ceneri di Cobain trafugate anni prima in Australia.

Dopo una mezz’oretta di contemplazione e trecento joule di defibrillazione Daniele ricordò

qualcosa su di un video che doveva guardare e subito si fiondò a guardare Nirvana live at

the Reading Festival 1992.

Una voce proveniente da un poster sulla parete lo riprese.

Voce proveniente dal poster : “Non devi guardare il video del concerto ma il tuo video,

imbecille!”.

Il cambio di video fu doloroso ma necessario ed anche in quel caso il filmato mostrava la

vita di un giovane ed ancora acerbo Daniele.

La sua attenzione venne catturata da uno spezzone in particolare, una gita scolastica fatta

quando aveva otto anni.

La gita in questione di svolgeva presso una casa farmaceutica, tutto sembrava andare

liscio fino a quando un compagno di classe spinse Daniele dentro ad un pentolone.

Venne subito recuperato dagli insegnanti ma lui sapeva che qualcosa in lui stava

cambiando anche se vista la tenera età non riusciva a capire cosa. Fatto sta che in quel

infausto pentolone c’era il primo prototipo di un vaso dilatatore che anni dopo sarebbe

stato sulla bocca di tutti e di conseguenza di tutte, il Viagra!.

Da quel fatidico bagno Daniele non fu più un ragazzo normale infatti, il farmaco svolse

la sua funzione in maniera fin troppo parsimoniosa trasformando un semplice uomo in un

uomo tutto d’un pezzo … e che pezzo.

Dopo la “Cosa” era il momento del “COSO”!!!.

La terza stanza ovvero la 003 era la stanza di Michela.

Una stanza cinematografica, le locandine non si contavano e nemmeno le foto autografate

in più c’era anche il nido di pettirosso trovato tra i capelli di Tim Burton.

Un posto di riguardo aveva il cinema gay (vedi attore citato all’inizio).

Michela non perde tempo a contemplare, lei sbava direttamente come un mastino

Napoletano in calore, in Agosto.

Ligia al dovere come un carabiniere dopo aver asciugato un litro di bava iniziò a visionare

il suo video.

Per la prima volta il video non mostrava traumi, ma solo una serie di rimbrotti che Michela nel

corso degli anni aveva inflitto a poveri ed ignari personaggi.

Dal suo primo vagito rivolto all’ostetrica passando alle compagne delle medie, dal pelato

malato di mente e politicamente esaltato ai bambini delle elementari.

Lei non capiva ma era tutto chiaro, era una rompiballe naturale.

L’ultima stanza era quella dedicata a Jessica, era la fiera dello shopping.

Buoni sconto, carte di credito dappertutto e proprio al centro del muro un poster con la

scritta: UNA DONNA PUO’ RIFIUTARE UN GIOIELLO FIN QUANDO NON L’HA VISTO.

DOPO DIVIENE EROISMO.

Dopo aver speso l’equivalente del pil di una piccola nazione africana in scarpe e accessori

Vari, anche a Jessica si accese in testa una lampadina, doveva guardare un video.

Lasciò la lampadina accesa tanto i soldi per la bolletta li aveva e si fiondò sul notebook.

Il filmato ritraeva Jessica ottenne intenta a far compere con i suoi genitori e con suo fratello.

La bambina imbronciata chiedeva ai suoi genitori di comprarle un nuovo giocattolo,

richiesta inascoltata.

Ad un certo punto arrivati alla cassa di un negozio, l’incurante e scavezzacollo Jessica si

arrampicava sul carrello mobile dei prodotti e la commessa distratta dai punti fedeltà prese

la bambina e la fece scorrere sul lettore di codici a barre.

Dopo qualche istante di confusione la bambina guardò i suoi negli occhi e senza che

proferisse parola si ritrovò coperta di giocattoli.

Avendo intuito la fortuna che le era capitata chiese:

Jessica : “E adesso riportiamo il fratellino indietro, ne voglio un altro! … no dai scherzo”.

Jessica poteva far fare compere a chiunque solamente fissandone negli occhi.

Ott 7, 2018 - Senza categoria    No Comments

M.I.L.F.O. parte2

CAPITOLO #2

Michela : “Hey chi mi sta toccando il culo?”.

Jessica : “Anche il mio di culo è stato palpato”.

Daniele : “Scusate non trovavo la ringhiera”.

Paolo : “Ho paura a dirlo, ma anche il mio di culo è stato toccato”.

Jessica : “Ma quante mani hai pervertito?”.

Daniele : “Non guardate me, quando sbaglio, sbaglio bene!”.

Tatù : “Scusi signor Paolo … anche io cercavo la ringhiera”.

Dopo circa venti minuti di buio ed equivoci, i quattro più il nano pervertito arrivarono di

fronte ad un portone di ferro.

La porta venne aperta solo dopo una serie di segnali tra cui un campanaccio, un citofono e

un’oca da passeggio suonata come una cornamusa.

L’angusto portone di ferro custodiva uno spettacolo sconosciuto ai più, ci trovavamo

all’interno di una struttura iper-tecnologica.

Il piano si estendeva per diverse centinaia di metri e i vari settori erano visibili grazie a

delle spesse pareti di vetro che li rendevano insonorizzati, al loro interno decine di uomini

e donne e qualche Maria De Filippi impegnati in esperimenti o indaffarati su computer che

di umano avevano ben poco.

Qua e la si potevano scorgere degli ascensori anch’essi di vetro, protetti da guardi in

assetto da guerra.

Tatù : “Seguitemi pure, il capo vi sta aspettando”.

Seguimmo il nano porcello facendo ben attenzione che ci precedesse, soprattutto Paolo

ancora provato dall’esperienza passata.

Un pò di slalom tra i muri di vetro, sotto lo sguardo severo ed incuriosito dei tecnici, ci

portò davanti all’unico settore privo di pareti trasparenti.

Tatù ci fece segno di fermarci, si avvicinò alla porta e appoggiandoci l’anello che portava

sulla mano destra.

Di colpo le pareti che prima erano di solidi mattoni iniziarono a sembrare liquide fino a

diventare di vetro come tutte le altre.

Il Capo : “Entrate pure”.

Un po titubanti i quattro preceduti da Tatù entrarono nella stanza.

Dall’esterno l’ufficio sembrava piccolo ma entrandoci dentro era spaziosissimo, un ufficio a

cinque por … cinque stelle quasi come una Nissan Micra.

Tutto attorno archivi e scaffali ricolmi di libri e faldoni di vario colore e dimensioni ordinati e

senza polvere.

Davanti un’enorme scrivania di mogano piena di intarsi raffiguranti scene di lotta tratte da

Pokemon rubino.

Dietro la scrivania una poltrona grande, nera con incise due lettere I. e C., la poltrona dava

le spalle ai ragazzi.

Il Capo : “Benvenuti vi stavo aspettando, era da tanto che volevo conoscervi.” disse l’uomo

seduto dietro la sedia girandosi verso i quattro.

Jessica : “Il piacere è tutto nostro, adesso può dirci chi è lei, come fa a conoscerci e

soprattutto cosa ci facciamo qui?”.

“Non rivolgerti così al capo, lui …” il piccolo Tatù venne zittito da Paolo semplicemente

sedendocisi sopra.

Il Capo : “Signori vi prego non trascendiamo, tra poco ogni vostro dubbio verrà dissipato.

Tempo al tempo”.

Michela : “Le concediamo ancora cinque minuti poi ce ne andiamo”.

Il Capo : “Basteranno, ci troviamo nel centro operativo del M.I.L.F.O. o per meglio dire il

Mystery Investigation Look For Operation. Siamo esattamente sotto al ristorante pizzeria

Follie e se non ci credete …”.

L’uomo aprì un archivio, prese una pala e ne tirò fuori una pizza quattro stagioni.

Il Capo : “La quattro stagioni al tavolo sette, svelto!”.

Di corsa il piccolo Tatù vestito da cameriere prese la pizza e la portò via.

Riposta la pala e chiuso l’archivio , l’uomo continuò la sua spiegazione.

Michela : “Mi scusi CAPO ma la sigla inglese della sua organizzazione non ha senso!”.

Il Capo : “Signorina Michela non mi risulta che il suo inglese sia così buono da poter

giudicare!”.

Daniele : “Visto sapientina!?!”.

Il Capo : “Torniamo a me, io sono il capo a voi non serve sapere altro sulla mia identità.

Sono il capo di un’organizzazione segreta dedita al mantenimento della pace nella zona

Veneto-Ferrarese”.

Paolo : “E … il resto d’Italia?”.

“Si fottano!!!!!” rispose il capo battendo i pugni sulla scrivania distruggendo così un intero

sacchetto di Fonzie.

Daniele : “Si bravo! Si fottano quei bastardi musi gialli!”.

“Che ti prende?, sei fuori?” chiesero quasi all’unisono gli altri.

Daniele : “Scusate era da un po che non dicevo nulla, ero in crisi d’astinenza”.

Il Capo : “Torniamo a noi, la zona Veneto-Ferrarese è situata lungo un corridoio

immaginario influenzato da forze che voi nemmeno potete immaginare. Di notte in certi

punti di Crespino i gatti rubano le auto passando dai finestrini, ad Adria i cani molestano le

padrone nel sonno, a S. Anna … pensate esiste persino un posto del genere. Non

parliamo di Chioggia poi … un inferno in terra”.

Daniele : “Eh si, io vengo proprio da li”.

Paolo : “Si decide a spiegarci che ci facciamo qui? Faccia in fretta, devo andare da quelli

dei tandem Ferrari a lamentarmi”.

Il capo guardò stranito Paolo e riprese a parlare.

Ott 7, 2018 - Senza categoria    No Comments

M.I.L.F.O. parte1

CAPITOLO #1

Erano tutti e quattro diversi tra loro ma nella loro diversità avevano un tratto che li

accumunava, erano speciali anche se ancora non lo sapevano.

Il destino a volte può giocarti un brutto scherzo, quel colpo basso che ti lascia senza fiato

proprio quando la tua guardia si abbassa, per un istante ti senti perso ma poi capisci il suo

disegno e a quel punto ti trovi di fronte ad un bivio e devi sceglie se incassare il colpo e

reagire o lasciarti cadere a terra ed aspettare il conteggio dell’arbitro consegnandoti ad una

sconfitta sicura.

Gli eroi di cui voglio parlare sono quattro ragazzi o meglio due ragazzi e due ragazze

insomma quattro giovani o meglio tre giovani ed un trentenne, un trentenne affascinante,

carismatico, sensuale ed estremamente sexy.

Purtroppo il trentenne affascinante, carismatico, sensuale ed estremamente sexy voleva

troppi soldi per partecipare al racconto per cui ripiegheremo su quel gran pezzo di manzo

comunemente detto Daniele oppure per chi lo conosce meglio “Mio Dio si ancora ancora,

siiiiii …”.

Qualcuno potrebbe dissentire per la scelta impopolare e controcorrente ma chi siete voi

per lamentarvi? se non vi va bene scrivetevi un racconto per conto vostro e non

rompetemi le palle, certo avreste preferito un nome altisonante tipo … coso … quello con la

camminata effemminata … Johnny Depp, e proprio qui vi volevo ho specificato che doveva

essere affascinante, carismatico, sensuale ed estremamente sexy.

Ma non perdiamo altro tempo e torniamo alla nostra storia che la strada è ancora molto

lunga e senza biglietto dobbiamo farcela tutta a piedi.

Siamo ai giorni nostri e più precisamente ad Adria nei pressi di un ristorante il “FOLLIE” in

giro non c’è anima viva fatta eccezione per due ragazze, un ragazzo ed un affascinante

non giovane trentenne.

Paolo : “Scusate sapete dirmi che ora è?”.

Le due giovani non capendo a chi si stava rivolgendo si guardarono poi una delle due

rispose.

Jessica : “Sono quasi le quattro”.

Paolo : “Grazie, io sono Paolo”.

Jessica : “Di nulla Paolo, io sono Jessica piacere di conoscerti … ma noi due non ci siamo già

visti?”.

Paolo : “Sai me lo dicono tutti, ho un viso da recupero”.

Jessica : “Da recupero? Che significa”.

Paolo : “Beh come posso spiegartelo … hai presente quando vai con un’amica ad un

concerto in un pub poi lei se ne va con un musicista e ti lascia a piedi in balia di ubriachi,

predoni o templari sotto acido?”.

Jessica : “Una situazione vagamente familiare, continua”.

Paolo : “Io sono il volto tra i vapori dell’alcool che ti viene in soccorso, ti recupera e ti

riporta a casa”.

Jessica : “E ti è capitato molte volte?”.

Paolo : “No mai, ma vedo che ho catturato la tua attenzione”.

E tutti e due scoppiarono a ridere.

Poco distante l’altra ragazza si stava lentamente avvicinando al non giovane.

Michela : “Scusa, sai dirmi che ora è?”.

Daniele : “Vorrei poterti accontentare ma il mio orologio water resistent ha qualche

problema, forse sarà colpa dei pesci rossi che continuano a sbattere contro le lancette dei

minuti”.

Michela : “Grazie comunque, io sono Michela”.

Daniele : “Tanto piacere Michela io sono Daniele”.

Daniele che aveva ascoltato a sprazzi la conversazione precedente ci pensò un attimo e poi

si buttò.

Daniele : “Hai presente quando vai ad un concerto in un pub con l’amica di quella ragazza

e poi lei se ne va con un musicista ubriaco e ti lascia in balia di predoni e templari fatti di

zigulì?”.

Michela : “Non mi è mai successo”.

Daniele : “Beh la zigulì al templare l’ho venduta io”.

La ragazza inizio a fissare il non giovane.

Michela : “Bella la tua storia è vera?”.

Daniele : “Solo la parte del templare, non conosco l’amica di quella ragazza”.

Intanto Jessica e Paolo si unirono ad Michela ed a Daniele.

Jessica : “Voi come mai siete qui? Siete stati chiamati anche voi per il buono shopping?”.

Michela : “Quale shopping? Sono stata chiamata per una supplenza”.

Paolo : “Vi state sbagliando tutte e due, oggi inaugurano i nuovi tandem Ferrari e sono

stato scelto come pilota”.

Jessica Paolo ed Michela iniziarono ad insospettirsi ed all’unisono guardarono Daniele.

Daniele : “Non guardate me, io mi sono perso! E cerco un bagno a proposito non è che

qualcuno di voi ha una bottiglietta vuota?”.

Michela : “Ma fai proprio schifo!”.

L’imbarazzo venutosi a creare venne interrotto dall’arrivo improvviso di uno strano

individuo.

Era di statura molto al di sotto della media, molto elegante nel suo completo giacca e

pantaloni bianchi coordinati su una camicia nera.

Tatù : “Bon jour madame e monsieur, con sommo piacere mio e del capo vedo che la

puntualità non fa difetto in voi. Me ne compiaccio!”.

Daniele : “Hey sembri proprio Tatù il nano di Fantasilandia”.

Jessica : “Scusalo è totalmente privo di tatto, io sono Jessica, questa è Michela, quello e Paolo

ed il maleducato è Daniele, tu sei …”.

Tatù : “Mi presento io sono Tatù il nano di Fantasilandia”.

Daniele : “Visto avevo ragione, dovete guardare più tv e leggere meno libri”.

Tatù : “Signori vi prego non litigate, l’ora è giunta ed il capo vi sta aspettando. Seguitemi”.

Il piccolo uomo si avvicinò ai bidoni della spazzatura, schiacciò il pedale del cassonetto

dell’umido e come per magia dal terreno una botola con tanto di scala a chiocciola

apparve davanti ai nostri occhi.

Tatù : “Entrate, devo essere in coda per richiudere il passaggio”.

Paolo : “Che schifo di posto è questo? I responsabili della Ferrari mi sentiranno!”.

Michela : “Crede ancora si tratti dei suoi stramaledetti tandem?”.

Jessica : “Guarda quanto è carino Tatù, sembra un piccolo Tony Manero da cruscotto”.

Daniele : “Chissà se conosca gli Umpa Lumpa, speriamo me li faccia conoscere”.

La scala era ripida non se ne vedeva la fine anche a causa della luminosità praticamente

assente.